Storie di eccellenze partenopee

(di Maria Carla Guerra)

Parigi-Milano asse crocevia della moda. Capitali indiscusse del lusso. Ma…Forse non tutti sanno che le origini di quel made in Italy plaudito nel mondo vanno ricercate a Napoli. La sartoria partenopea storicamente sinonimo di accurata attenzione ai dettagli oggi più che mai viva, continua a dettare la linea del comparto moda.
A chi si rivolge? Ad una nicchia di fruitori esigentissimi a cui non sfuggono dettagli e particolari. Purezza di forme, pizzi, broccati ed anche il bottone che al di là della funzione d’uso diventa elemento decorativo.

Bartin marchio storico del tessile al femminile made in Napoli aprendo per noi le porte dell’azienda ci consente un viaggio a ritroso   nella storia della sartorialità napoletana.

Ad accoglierci Flavia Barattini, donna di rara classe ed esponente femminile della famiglia.

Da quanti anni vi occupate di moda?
Nel 1830 nasce a Firenze per volontà di Ettore Barattini da Monfalcone, la prima ditta nazionale di abiti. I miei avi hanno vestito personaggi al tempo più illustri, nobili casati, reali. Ma prima ancora un ramo della famiglia trasferitosi a Napoli già si pregiò di vestire la corte nonché re Ferdinando IV e la regina Maria Carolina. A circa due secoli la tradizione Barattini rivive in Bartin azienda moderna, tecnologicamente all’avanguardia ma con una linea guida immutata: attenzione alla qualità ed ai dettagli.

Da quanti anni vi occupate di moda?
Nel 1830 nasce a Firenze per volontà di Ettore Barattini da Monfalcone, la prima ditta nazionale di abiti. I miei avi hanno vestito personaggi al tempo più illustri, nobili casati, reali. Ma prima ancora un ramo della famiglia trasferitosi a Napoli già si pregiò di vestire la corte nonché re Ferdinando IV e la regina Maria Carolina. A circa due secoli la tradizione Barattini rivive in Bartin azienda moderna, tecnologicamente all’avanguardia ma con una linea guida immutata: attenzione alla qualità ed ai dettagli.

È dunque possibile coniugare tecnologia a tradizione e sartorialità?
Certamente.

Come?
Semplicemente facendo le cose cosi come siamo abituati a farle: con amore ,passione, maestria. E per questo che i nostri capi passano indenni attraverso il tempo e sfidano la crisi che pure ha colpito l’intero comparto tessile. Perseguire la qualità, mai abbassare il target, una scelta vincente. Ed è per questo che Bartin da mezzo secolo rappresenta la moda italiana senza limiti di taglia.

L’impiego di maestranze italiane fa la differenza?
Diventa sostanziale. Le nostre sarte, quasi una famiglia, sono più che qualificate, a loro è affidata non solo la confezione quanto la finitura dei nostri capi.

A quale donna si rivolge il vostro marchio?
Ad una donna che non deroghi alla propria femminilità, sia pure oltre la 46!

 

 

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