L’ARTE DI CREARE VINO E L’AMORE PER L’ARTE

Salvaguardare la tradizione ricercandone tutte le potenzialità.

È ciò che si prefigge da sempre l’azienda Feudi di San Gregorio, marchio simbolo del rinascimento enologico del meridione d’Italia e di una cultura del bere volta a riscoprire l’identità dei sapori mediterranei. Nata nel 1986, si afferma nel panorama internazionale come un’azienda in grado di valorizzare i vitigni del Sud Italia come l’Aglianico, il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo, investendo nella terra e nella tradizione secolare della viticultura irpina, restituendo un futuro a un patrimonio ambientale unico.

Una delle fondamentali “visioni” di Feudi di San Gregorio è credere che la nascita di un vino abbia lo stesso processo creativo di un’opera d’arte.

L’amore e la passione nella cura delle piante, l’impegno nella raccolta dell’uva e la pazienza nell’attesa che il vino sia maturo, fanno sì che ogni bottiglia esprima la sua personalità e diventi un’opera d’arte.

Questo approccio ha portato, negli anni, a collaborazioni con grandi nomi del mondo del design, dell’architettura, dell’arte e della fotografia:

 

– dal genio di Massimo Vignelli sono nate – dal 2001 in poi – tutte le rivoluzionarie etichette di Feudi di San Gregorio: una visionaria, ma rigorosa traslazione grafica dell’anima dell’azienda, tesa a interpretare in chiave contemporanea la grande tradizione. Negli stessi anni viene realizzata la nuova cantina, una delle prime cantine d’autore in Italia – esposta per ben due volte come eccellenza architettonica alla Biennale di Venezia – ricorrendo all’ausilio di professionisti di fama mondiale: Massimo Vignelli, con la moglie Lella come interior designer, e Hikaru Mori come progettista della struttura.

Hikaru ha disegnato una cantina dalle linee essenziali, recuperando i fabbricati pre-esistenti e creando spazi di grande impatto, adeguati a una vinificazione di eccellenza, ma anche all’accoglienza, grazie alla presenza di un ristorante, il Marennà – Stella Michelin dal 2009 – reinterpretazione contemporanea della cucina tipica irpina e campana.

 

– nel 2011 Feudi di San Gregorio ha avviato una collezione di arte contemporanea campana, invitando alcuni artisti locali a trarre suggestione dalla cantina e dai luoghi circostanti. Il primo intervento è dì Vedovamazzei con il lavoro “Colature”, ispirato agli effetti del vino in un bicchiere e realizzato con i colori delle etichette Feudi e DUBL. Stella e Simeone, che hanno dato vita a «Vedovamazzei», sono artisti dotati di una straordinaria creatività e napoletani doc.

 

– nel 2013, Feudi di San Gregorio ha affidato al maestro della fotografia Mimmo Jodice il racconto della sua anima, tramite i suoi occhi e il suo obiettivo, dando vita a un’installazione artistica permanente, “Immaginazioni”, visitabile all’interno della cantina.

Da questa collaborazione, è nato poi un progetto di più ampio respiro: un’edizione limitata di Serpico. 1.000 esemplari che presentano in etichetta una delle foto più suggestive del vigneto storico di Aglianico. Il ricavato della vendita di queste bottiglie viene integralmente destinato – come voluto dal maestro Jodice – a Padre Antonio Loffredo per finanziare i suoi progetti di sviluppo sociale attraverso l’arte nel Rione Sanità a Napoli.

 

Visitare i Feudi di San Gregorio è un po’ come visitare un luogo d’arte: salita la collina verso Sorbo Serpico, ci si addentra in un mondo magico, tra luoghi d’acqua inaspettati, giardini di spezie e roseti in fiore.

La sorpresa più grande è però all’interno della cantina, con la lunga bottaia che ospita i vini rossi.

L’intento è di andare oltre il concetto di cantina, facendola diventare un forum, un luogo di incontro, di confronto, di conoscenza, di meditazione, un laboratorio di idee e cultura, un luogo di accoglienza e ristoro.

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